Capire il significato della Pentecoste con l’arte

La Pentecoste è una delle celebrazioni cristiane più particolari e simboliche, strettamente legata a concetti di fede e alla missione della Chiesa. Cominciamo a chiarire l’etimologia della parola Pentecoste che deriva dal greco πεντηκοστή (sottint. ἡμέρα) «cinquantesimo (giorno)» e significa quindi “cinquantesimo giorno”. Si tratta infatti di una festa celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua ebraica. Originariamente segnava l’inizio della mietitura del grano, ma per la tradizione ebraica, questa festività commemora il giorno in cui Dio consegnò a Mosè le tavole della Legge sul monte Sinai. Per la Chiesa Cattolica, invece, la Pentecoste ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Vergine Maria, come descritto negli Atti degli Apostoli. 

Cosa vuol dire festa di Pentecoste?

Per i cristiani, la Pentecoste rappresenta il momento in cui Cristo, tornato al Padre, si rende presente nel cuore dell’uomo attraverso lo Spirito Santo. Questo segna l’inizio della missione evangelizzatrice della Chiesa, con una nuova alleanza non più basata su una legge scritta su pietra, ma sull’azione dello Spirito di Dio nei cuori delle persone, come ha spiegato Papa Francesco nell’Udienza generale del 19 giugno 2019. 

Gli apostoli nel giorno di Pentecoste

Immaginiamo i pellegrini del millecinquecento che magari affrontavano un mese di viaggio. Persone che vivevano la loro vita nella semplicità nei campi e non avevano mai visto una cosa del genere e si trovano di fronte un’immagine potente. Potevano toccarli e cercare un contatto visivo. Come racconta Guido, una delle guide della Gerusalemme di San Vivaldo: ≪Nella raffigurazione spiccano Giacomo, il maggiore, Pietro e Giovanni. Sono i tre apostoli più importanti perché, con la loro piccola tendina, vanno sul monte Tabor e assistono alla manifestazione divina. Sanno, l’hanno visto coi loro occhi che Gesù è figlio di Dio. Tutti gli altri non l’hanno mai visto coi loro occhi ma hanno fede, si fidano, ci credono≫. Se dovessimo definire con due parole il significato cristiano della Pentecoste forse potremmo scegliere “estasi” e “fede”. Ma anche “paura” e “misericordia”, come spiega bene questo approfondimento di Vatican News. 

Gli apostoli nel giorno di Pentecoste

 La Pentecoste alla Gerusalemme di San Vivaldo 

La cappella della Pentecoste nel complesso di San Vivaldo ha una struttura quadrata coperta da una cupola, basata sull’antica unità di misura del braccio fiorentino, utilizzata a Firenze e in altre parti della Toscana durante il periodo medievale e rinascimentale. In origine, la cappella era decorata con una finta decorazione in marmo che richiamava gli arazzi e i broccati descritti dai pellegrini nella cappella della Pentecoste della Gerusalemme di San Vivaldo. Oggi, tra le decorazioni rimaste, spiccano i Profeti raffigurati nei pennacchi della cupola, con i loro “cartigli”, cioè i rotoli di pergamena, aperti. Se andrai a visitare la Cappella della Pentecoste nel complesso di San Vivaldo, vedrai sulla parete di fronte all’ingresso, la rappresentazione della Discesa dello Spirito Santo. Al centro del soffitto c’è una colomba simbolica, da cui partono gocce rosse che scendono come lingue di fuoco sui presenti, seguendo il racconto degli Atti degli Apostoli. Ecco come viene descritta la Cappella ne “La Gerusalemme di San Vivaldo”, pubblicazione di Piccoli Grandi Musei a cura di Rosanna Caterina Proto Pisani: ≪I volti dei personaggi, distesi e sorridenti, esprimono gioia e stupore per l’evento. Gli Apostoli sono disposti in cerchio intorno alla Vergine, inginocchiata al centro su un piedistallo. Da tempo si attribuisce questo rilievo a Benedetto Buglioni, un artista reso famoso dal biografo fiorentino Giorgio Vasari (1568) per aver appreso il segreto della smaltatura da una donna della famiglia di Andrea Della Robbia≫. Ti abbiamo anticipato abbastanza.

Se vuoi vedere questa rappresentazione con i tuoi occhi, prenota la tua visita alla Gerusalemme di San Vivaldo.

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