Area naturale Protetta Carfalo

L’area naturale protetta “Alta Valle del torrente Carfalo” è unica nel suo genere. In un territorio a spiccata naturalità fra San Vivaldo, Sughera e Castelfalfi, in un ambiente in prevalenza forestale, si conservano habitat naturali, specie vegetali e animali considerati d’interesse prioritario dall’Unione Europea, e si trova un livello di diversità biologica altrove raramente riscontrabile.
La valle scende dai 300 a 160 metri s.l.m. disegnando una profonda e tortuosa gola lungo il letto del torrente; e grazie alle basse temperature dovute all’esposizione topografica, vi si è conservato dal tempo delle glaciazioni (fino a 20.000 anni fa), un microclima da alta montagna.

L’ecosistema relitto dell’area naturale protetta Carfalo ha dato quindi origine a una flora e una fauna proprie degli ambienti d’alta quota. Qui esiste ancora, nelle profondità abissali della valle, la foresta relitta di faggi e tassi, testimone di epoche preistoriche, allorché la Toscana, come l’intera Europa, era in preda alle glaciazioni. Qui si trovano alberi monumentali di tasso, vecchi di centinaia di anni, accanto al biotopo dell’aquilegia. Qui, fra le acque limpide del torrente e l’humus fresco della faggeta, appare improvvisamente la sagoma bruna e rossa della Salamandrina dagli occhiali, anfibio endemico della penisola italiana, mentre accudisce popolazioni di uova o corre a nascondersi ondeggiando silenziosa nel fogliame muschioso.

In mezzo, l’ampia foresta di querci che filtra la luce del cielo creando un mondo dalla quiete austera, in un paesaggio che non è più oggi, ma può essere ogni tempo, nel quale la natura, scandita dalle stagioni, dischiude al visitatore orizzonti e colori sempre diversi a seconda di dove volga lo sguardo. In ogni stagione, farsi inghiottire dalle profondità della valle e riemergerne dopo aver attraversato le sue zone di luce e i suoi punti oscuri, come quelli dell’animo umano, è un percorso di conoscenza, della natura e di se stessi.

L’area naturale protetta Carfalo è aperta e visitabile liberamente tutto l’anno. Ben 13 ingressi contrassegnati da pannelli informativi, e distribuiti lungo la strada che da San Vivaldo conduce a Castelfalfi e quella che da San Vivaldo porta a Sughera, consentono di inoltrarsi nella valle e di percorrere l’articolata rete di sentieri segnalati che si snoda per circa 18 Km. E chi oserà arrivare fino al punto più profondo, avrà il sublime privilegio di dissetarsi alla sorgente naturale d’acqua gassata, sentirsi come non mai fuori dal mondo, e trarne ristoro per proseguire il suo cammino di scoperta.

Alla rete ordinaria dei cammini sono abbinati quattro itinerari tematici, accompagnati da bacheche e pannelli didattici, che consentono di toccare i principali punti di interesse botanico e geomorfologico. Il Sentiero delle anse e dell’acqua gassata: percorso ad anello di grande suggestione paesaggistica, che si perde nel cuore profondo del parco, laddove il Carfalo genera pareti scoscese di sabbia gialla, in un sinuoso dedalo fluviale che conduce alla sorgente. Il Sentiero del bosco ameno: un percorso dalle dolci pendenze e dalle molteplici ramificazioni, che attraversa un lembo di foresta particolarmente alta e ombrosa. Il Sentiero del tasso monumentale: un itinerario ad anello che scende fin nell’abisso, laddove dimora da oltre 500 anni il tasso monumentale spontaneo più grande della Toscana. Il Sentiero didattico della faggeta: realizzato con il supporto degli alunni della scuola secondaria di Montaione, è un percorso ad anello che attraversa uno dei lembi di faggeta meglio conservati, ricco di tassi e agrifogli, in prossimità di un’area in cui il torrente scorre distendendosi placidamente.

Una guida dell’Alta Valle del Torrente Carfalo, con dettagliata mappa dei sentieri e dei punti di interesse naturalistico è disponibile presso l’Ufficio Informazioni turistiche di Montaione, e può essere scaricata da qui.

Area naturale protetta Carfalo
43.538263, 10.895702

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